La svolta radicale Il necessario cambio di marcia per la serie di EA. È giunto il momento delle pubbliche ammissioni: le corse clandestine nella zona del crepuscolo avevano stancato i videogiocatori di mezzo mondo, persino gente hardcore come Xzibit. Per quanto avvincente potesse risultare la formula ludica del racing game arcade à la "Fast & Furious", infatti, era chiaro già da un pezzo che le competizioni "illegali" a base di Nos, automobili dall'estetica oltraggiosa e asfalto fastidiosamente riflettente perché investito da mille luci artificiali di Electronic Arts avevano ormai intrapreso una ripida picchiata senza ritorno nell'oblio del videogioco da dimenticare sullo scaffale. L'ultimo Undercover, poi, nonostante il ritorno alle competizioni diurne fu conferma di tutto ciò e durissimo colpo di grazia per la storica serie. Occorreva porre urgente rimedio, dunque, così da replicare ancora una volta i pregevoli fasti di un tempo. Oggi John Riccitiello (CEO di Electronic Arts) ritiene che il rimedio più efficace possa essere Shift, ovvero l'inversione di marcia più brusca, drastica e repentina che la serie di Need for Speed abbia mai effettuato nel corso della sua ultradecennale esistenza.
CAMBIO MARCIA SENZA FRIZIONE Sulle prime potrebbe apparire anche una svolta fin troppo radicale, ma è indubbio che l'approccio alla simulazione che connota fortemente Shift è meritevole di attenzione, sia per le molteplici regolazioni possibili del livello di accuratezza fisica che per la nuova concezione di immersione percepita dal pilota al di qua dello schermo. Niente più frenetiche corse arcade per tutti, niente più tuning californiano con tanto folclore hip-hop di contorno e niente lampi blu di nitroglicerina dai tubi di scappamento: Shift promette un'appagante esperienza di guida realistica, scalabile a piacimento, secondo il grado di esperienza del giocatore al volante. Nulla in grado di sciupare la serenità dei mostri sacri del genere (Forza Motorsport e Gran Turismo su tutti), quanto, piuttosto, una terza e piacevole via d'approccio alle gare automobilistiche, congegnata ex novo dal team di sviluppo Slightly Mad Studios (già noto per titoli corsaioli quali GTR 2 e GT Legends).
INTENZIONI RACING Assodata la brusca inversione di tendenza operata dalla serie (il titolo stesso del gioco è metafora di rinnovamento quanto mai esplicativa), è altresì opportuno rimarcare che le innovazioni che Shift introduce non si limitano solamente alla buona credibilità del modello fisico delle automobili in pista (ora da condurre con senno e cautela, piuttosto che con spregiudicatezza arcade), ma sconfinano addirittura nell'ammodernamento del feeling audiovisivo restituito all'utente. Mediante l'apprezzabile visuale interna all'abitacolo della vettura, infatti, il giocatore sarà chiamato all'immersione (semi)totale grazie all'implementazione di particolari effetti grafici e sonori atti a evidenziare urti, manovre al limite e sollecitazioni sull'avatar. Rimandando alla terza parte dell'articolo ulteriori dettagli in merito, qui è sufficiente scommettere sulla probabile diffusione delle innovazioni "sensoriali" introdotte da Shift nel futuro (prossimo) del racing game. Non basta: Shift promette addirittura di tracciare una nuova definizione di intelligenza artificiale, introducendo il concetto di "personalità multipla" applicato agli avversari controllati dalla CPU. Per comprendere meglio tutto ciò, però, occorre prima godersi l'adrenalinica introduzione del gioco (montata ad hoc per stupire), quindi sistemarsi nell'abitacolo della propedeutica BMW in dotazione e solo infine, dopo aver prestato (distratto) ascolto alla retorica voce narrante, pestare sul gas come matti forsennati.
di Lorenzo Antonelli 17/9/2009
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