Verso il terzo scudetto Non è così dura confermarsi al vertice. Se FIFA 08 ha rappresentato l'anno della svolta (o meglio del ritorno ai fasti di un tempo, leggasi FIFA 98) e FIFA 09 quello della riconferma, dove si colloca esattamente FIFA 10? Probabilmente la versione di quest'anno è un insieme di tutti e due, segnando in certi aspetti una svolta per i giochi di calcio (si veda il movimento dei giocatori, più libero) e in molti altri la conferma che EA Sports ha smesso di modificare ogni episodio, puntando invece a migliorare gli aspetti più importanti.
lo sport più bello nel campionato meno difficile Inutile ricordare, in tal senso, che FIFA 10 è interamente costruito sulla base di FIFA 09 e ancor prima di FIFA 08, secondo la scuola inaugurata dal nuovo direttore ai lavori (per le uscite HD) David Rutter. Quindi, ritroviamo gran parte delle modalità, dei controlli e della parte tecnica delle ultime edizioni con alcune novità inizialmente ben poco visibili. É il caso del nuovo allenamento più dettagliato e personalizzabile, che si estende all'intera squadra e non ci limita a un solo giocatore, o di piccole aggiunte sempre gradite come la possibilità di cambiare tiratore sui calci piazzati (e di battere le punizioni "al volo"). Non può mancare inoltre una citazione per l'editor dei calci di punizione, che necessita di perfezionamenti e tornerà immancabilmente nei prossimi episodi. Pur scarsamente intuitivo, risulterà gradito agli utenti più "tattici", che possono dar sfogo alla loro creatività predisponendo i movimenti dei compagni a gioco fermo (e provando a ricreare quanto avviene nei più noti club internazionali). Ci sono anche tutti quei collegamenti "forzati" al portale Internet di FIFA che risultano graditi o sgraditi in base alle vostre preferenze. Non è infatti possibile (ancora) salvare un replay sulla propria console ma soltanto inviarlo al sito ufficiale, benchè tale passaggio garantisca la massima visibilità ai nostri goal. In linea generale, FIFA 10 ha l'aspetto familiare che ci aspettavamo anche a livello di menu e indicatori a schermo, senza dimenticare una colonna sonora "pop" leggermente inferiore come qualità media a quella (ottima) dell'episodio 09.
la realtà virtuale torna sul campo da calcio Sempre nell'ottica (apprezzata o meno, in quanto rende fondamentale la connessione Internet) di integrare gioco e sito ufficiale in un'unica destinazione, accogliamo Virtual Pro, nuova versione della modalità Professionista più concentrata sul singolo utente. Caricando un'immagine del proprio volto sul sito EA e scaricandola in seguito nel gioco (tra una registrazione e l'altra, ovviamente) possiamo dare al nostro alter-ego l'aspetto che vorremmo e quindi farlo evolvere attraverso allenamenti, partite e intere stagioni. Rispetto al passato, c'è molta più varieta nel modo in cui si ottengono i miglioramenti ed è possibile far crescere il nostro giocatore, che guadagna punti esperienza anche dalle semplici esultanze. Si tratta certamente di una buona idea, ma il grado di libertà concesso nelle modifiche è ancora troppo limitato: vorremmo poter creare da zero una squadra con i nostri loghi o andare a modificare le rose originali, che sono sempre "sotto chiave" e modificabili solo da Electronic Arts tramite patch (Mutu è sempre Murgu, tanto per dire). In tal senso, è chiaro che esistano precisi accordi commerciali con Adidas per far sì che gli aggiornamenti di statistiche e team siano a pagamento. Ritroviamo infatti il sistema Live Seasons inaugurato l'anno scorso con i relativi update settimanali e la possibilità di disputare gli incontri reali in un campionato a parte, che segue per filo e per segno Serie A, Premiership, Liga e così via.
di Alessandro Martini 30/9/2009
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